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Assisi Sotto una irreale limpidezza di cielo, nella dolcezza di pendii collinari e nella purezza degli ulivi umbri, ecco Assisi, fatta di spiritualità e immersa in un'atmosfera che sembra non essere di questo mondo. Semplice ed essenziale, la cittadina mantiene tuttora uno stile spiccatamente medievale; sul suo nucleo antico - cuore originario del piccolo centro di matrice romana - vegliano ancora otto porte di accesso (di San Francesco, di San Pietro, di San Giorgio, Porta Perugini...), ed, inoltre, spiccano due castelli: la Rocca Maggiore, fatta costruire dal Cardinale Albornotz nel 1367, e la Rocca Minore (detta anche Rocchicchiola).  | | Visitare Assisi equivale a fare un salto indietro a centinaia di anni fa, giungendo direttamente al Medioevo, al tempo di Chiara e Francesco, della cui storia sono narratori i numerosissimi monumenti assisani, prima fra tutti la Basilica di San Francesco. L'avvento di padri di origine francese è la causa della netta virata stilistica della chiesa, che, su una base di stampo romano, viene poi definitivamente realizzata in stile gotico. Tutta in pietra rosa, è divisa in due basiliche, la Inferiore e la Superiore (collegate tramite una scala), distinte rispetto alla loro funzione: la prima, che sorge sul Colle del Paradiso, contiene la cripta con le reliquie del santo, la seconda è invece destinata alle riunioni ufficiali ed è dotata di un trono papale.
Inaugurata da Innocenzo IV nel 1253, la Basilica è una vera e propria teca di opere d'arte: contiene infatti affreschi firmati da grandi come Cimabue e Giotto, che raccontano la storia del santo con il loro talento, ma anche da autori di fama dell'epoca, che rappresentano storie del vecchio e nuovo testamento. |
Altro monumento storico assisano è la Basilica di Santa Chiara, dove l'11 agosto del 1253 viene trasferito il corpo della santa, precedentemente custodito nella chiesa di San Damiano alla basilica. In questa chiesa dallo stile gotico la facciata è in pietra bianca e rosa, e il rosone è ampio.
Un cenno, ora, per San Damiano: si trova fuori dalle mura di Assisi, in un contesto paesaggistico assolutamente contemplativo. Qui il crocifisso - ora custodito nella Basilica di Santa Chiara - avrebbe parlato a San Francesco dicendogli: "Ripara la mia casa"; sempre qui Francesco compose il "Laudes Creaturarum", mentre Chiara visse per 40 anni, insieme alle sue clarisse.
Tra le numerose chiese - come il Duomo di San Rufino e la chiesa di San Pietro - ricordiamo anche la Basilica di Santa Maria degli Angeli, un edificio imponente che ingloba la famosissima cappella della Porziuncola, culla dell'ordine francescano.
Non possiamo non citare, ancora, l'Eremo delle Carceri, che ci aspetta ad una manciata di km da Assisi e ai piedi del monte Subasio, circondato da un'atmosfera magica. Non stupisce che San Francesco e i suoi seguaci si recassero all'Eremo tutte le volte in cui desideravano raccogliersi nel silenzio, scegliendo una delle grotte dove ancora oggi turisti e abitanti del luogo si fermano per contemplare questa meraviglia della natura.
I pellegrini, oltre a vivere momenti di preghiera, spesso passeggiano seguendo il sentiero francescano: si tratta dei 46 km di tragitto che San Francesco percorse più volte per andare da Assisi a Gubbio. Il sentiero inizia da Porta San Giacomo di Assisi, prosegue verso Pieve San Nicolò e passa, poi, per il Monastero di Valfabbrica (ora ridotto a pochi resti), dove pare che il santo si sia riparato, mentre, nella successiva tappa di Coccorano, pare sia stato aggredito da alcuni briganti e poi soccorso dagli abitanti del posto. Fassa, sede del lebbrosario di San Lazzaro, è l'ultima località prima di Gubbio, dove sorge il famoso Convento di San Francesco. Il sentiero è, oltre che un pellegrinaggio, anche un tour di storia dell'arte, in considerazione dei numerosi monumenti che lo caratterizzano, come l'Eremo di San Pietro in Vigneto, l'Abbazia di Vallingegno, la Chiesa di Caprignone.
Ma Assisi non significa solo luoghi di culto: scopriremo infatti i sapori e i profumi di una gastronomia profondamente influenzata dalla storia dei luoghi. Dagli antichi abitanti del territorio umbro, ad esempio - Etruschi e Romani lasciano in eredità ad Assisi l'uso di legumi e cereali, soprattutto frumento e farro - ma anche dalla cultura cattolica e monastica: il diktat religioso si estendeva anche allo stile dei piatti consumati, che dovevano caratterizzarsi per la loro essenzialità e semplicità, per la moderazione relativa al quantitativo di ingredienti utilizzati e per il risultato che doveva essere contenuto anche in termini di gusto.
Tra i vari piatti non manchiamo di assaggiare le paste fatte in casa, gli "umbricelli", gli stringozzi al sugo d'oca. Grande protagonista è la carne, genuina perché proveniente da allevamenti locali e cotta alla brace: anatra, maialino, agnello, pollo... Rinomati anche il tartufo, i formaggi e la Cipolla di Cannara, dal gusto bianco e dolce, e i vini, sia bianchi che rossi. Sapori semplici ed autentici, perfettamente in linea con il cuore di quel piccolo mondo umbro chiamato Assisi. Che ci aspetta con il suo verde, le sue tradizioni, il suo misticismo...
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Rendez-vous con il folklore...
Assisi è animata, per 365 giorni l'anno, da eventi, manifestazioni, sagre, appuntamenti tradizionali e festività di carattere religioso e di forte richiamo, molti dei quali dal sapore medievale.
Citiamo, in primis, il "Calendimaggio": una rievocazione, rigorosamente in costume d'epoca, della vita medievale e rinascimentale, che ci ubriacherà con una giostra di spettacoli teatrali, canti, cori, danze... Suggestive le performance di sbandieratori e balestrieri, i quali si affrontano divisi in due fazioni, la Parte di Sopra e la Parte di Sotto; fantasiose anche le proposte dei singoli rioni, che si affrontano a colpi di decorazioni floreali, bandiere, torce e fiaccole...
Ad agosto, ci aspetta invece il Palio di San Rufino: i balestrieri, divisi nei Terzieri di San Francesco, San Rufino e Santa Maria, si contendono il "Drappo", dipinto in esclusiva per l'occasione da un artista contemporaneo. Tra mostre, convegni e banchetti dall'atmosfera medievale i balestrieri si cimentano nella competizione del tiro sul corniolo: il vincitore si aggiudica la balestrina d'argento, la "calzabraga" e resta come campione in carica per un anno.
Il fittissimo calendario di Assisi ci propone anche rassegne concertistiche, festival musicali, spettacoli teatrali e... e il resto è tutto da scoprire visitando la fantastica cittadina umbra!
Direttamente dalle dolci colline...
Etruschi e i Romani ne curarono la produzione, gli uomini del Rinascimento lo resero assoluto protagonista delle occasioni conviviali di ogni tipo, la cultura monastica gli assegnò un ruolo centrale nell'ambito di riti e celebrazioni, la tradizione popolare lo accolse nei suoi proverbi e detti, e negli appuntamenti folkloristici: parliamo dell'olio extravergine, meraviglioso frutto degli oliveti delle colline umbre. La permeabilità del terreno, che consente alle radici degli alberi di arrivare in profondità, e le temperature moderate, che fanno maturare lentamente i frutti, incidono sulla qualità delle olive e, di conseguenza, sul gusto dell'olio.
Il Leccino, il Frantoio, il San Felice, il Pendolino, l'Agogia, e poi il Raggio, il Rosciola, il Canino e il Maurino sono le diverse varietà umbre di olio, tra cui spicca il tipo assisano, il cosiddetto "Moraiolo", ottenuto da piante di media statura. Un gusto fruttato, sia nell'odore che nel sapore, e punte amare e piccanti sono i tratti distintivi di questa rinomata varietà dal colore giallo-verde brillante. Assolutamente da provare! |
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