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Calcata

 

Immaginiamo un imponente portone medievale dalle mille entrate e dotato di punti strategici dai quali scagliare frecce e versare olio bollente contro i nemici, e poi terrazze baciate dai raggi del sole e una fitta trama di stradine e vicoli connessi da scalini e passaggi da fiaba, ed, infine, l'immancabile piazzetta antistante la chiesa... Crediamo di essere stati catapultati in un'altra epoca? Beh, no: siamo sempre nel 2008, ma ci troviamo a Calcata. Neanche 900, in totale, le privilegiatissime anime che abitano questo piccolo universo, un gioiello di roccia tufacea incastonato nel verde del viterbese e generato dall'ultima eruzione vulcanica che ha interessato questa zona.


 

 

Inespugnabile e dotata di un fascino selvaggio, Calcata rappresenta una location assolutamente esclusiva, che ha meritato con pienissimo diritto il titolo di "Bandiera Arancione", e che ci accoglie con strutture ricettive di livello, semplici nello stile ma raffinate nella qualità. Bellissimi appartamenti curati nei dettagli ci aspettano per farci trascorrere la notte e regalarci un risveglio sublime, con vista sulla rupe o sul centro del paese, secondo il nostro gusto...  

 

L'unicità di questa perla del viterbese è anche il frutto degli eventi che si sono susseguiti a partire dagli anni Trenta: in questo momento, infatti, il suo centro storico - Calcata Vecchia - viene fatto evacuare perché a rischio eruzione, e gli abitanti si riversano nell'altipiano vicino, che costituirà l'attuale Calcata Nuova. Negli anni Sessanta, scongiurata la paura del magma e complice lo spirito hippie che si va diffondendo, ecco che la parte vecchia del paesino rivive una nuova giovinezza, ripopolandosi di una folla di amanti della natura, intellettuali, artisti, freak, scrittori e figli dei fiori, che confluiscono qui da ogni parte del mondo.


 

Ecco allora che un borgo medievale si trasforma nel - citando l'appellativo con cui è stato ribattezzato - "paese degli artisti" (tutti accomunati da una decisa vocazione ambientalista), e un contesto ideale per l'otium, al riparo dallo stress quotidiano, dai ritmi frenetici e dall'inquinamento...

Tutto questo si sposa con - favorendola - una intensa vitalità culturale ed artistica: il calendario di Calcata, infatti, è fitto di iniziative, tra mostre, tavole rotonde, incontri, manifestazioni, spettacoli teatrali.

 

Sarà bellissimo entrare in contatto con l'arte viva: fotografi, architetti, scultori, pittori, artigiani, esperti di grafica, ceramisti e registi divenuti calcatesi per scelta, infatti, ci accolgono nello loro botteghe  mentre creano e compongono. Tra i vari stupendi negozietti citiamo, ad esempio, "La soffitta": fa dell'accostamento antico-moderno la propria cifra stilistica e, fedele a questo spirito, realizza inediti prodotti tessili; "Arsenico e vecchi merletti", invece (come possiamo dedurre dal suo nome), espone deliziose stoffe e merletti d'epoca; "Rose in cera", infine, ci regala meraviglie tutte fatte di cera e profumatissime di essenze naturali. Non resisteremo, ancora, ai gioielli in oro, in argento, o composti da pietre indiane, agli sfiziosissimi bijoux e ai vetri policromatici, alle ceramiche, alle teiere in carta riciclata, ai mobili intarsiati... 

 

A Calcata, comunque, la bellezza non è frutto esclusivamente delle mani dell'uomo: la stessa Madre Natura, infatti, era davvero ispirata quando ha plasmato questo angolo di mondo... Tuttora pura ed incontaminata, Calcata ha nella sua manica diversi assi, come, ad esempio, il Parco della Valle del Treja, che sorge dove, un milione e mezzo di anni fa, c'era il mare, e dove, in una seconda fase, scorreva il Tevere originando un lago. I ciottoli, le argille e tutti i sedimenti lasciati dal fiume restano ancora oggi lungo la via Narcense, strada principale di questa valle figlia dei bacini vulcanici di Sacrofano, Baccano, Bracciano, Tre Querce. Una nota particolare va, all'interno del Parco, al sorprendente Museo d'Arte nella Natura: si tratta di un incredibile allestimento a cielo aperto, composto da opere d'arte naturalistica realizzate dagli artisti tramite l'utilizzazione di materiali naturali boschivi, e quindi in perfetta simbiosi con il territorio.  

 

Se tutto questo non sarà stato sufficiente a farci innamorare di Calcata ci penseranno le sue prelibatezze gastronomiche, preparate a mano con prodotti della terra rigorosamente biologici. Proviamo la pasta fresca e la polenta, oppure le specialità a base di funghi, cinghiale e salsicce; gustiamo i vini e l'olio; concediamoci la coccola dei dolci fatti in casa, come le squisite treccine all'anice e i tozzetti, deliziosi con il caffè.

A un certo punto, purtroppo, il nostro week-end calcatese si concluderà e torneremo nel traffico del mondo, ma il nostro cuore batterà ancora al ritmo - lentissimo e rigenerante - che scandisce la vita del piccolo borgo sulla roccia tufacea.


 

Dedicato all'archelogo che è in ognuno di noi: c'era una volta Calcata...

Il territorio dell'attuale "paese degli artisti" vanta una storia... preistorica! Nelle alture di Narce, infatti, sono stati rinvenuti reperti - terracotte, nuclei di necropoli e resti di un santuario - appartenenti alla civiltà etrusco-falisca, celebre per le sue bellissime ceramiche.

Ai Falisci subentrano poi, inesorabilmente, i Romani, che con la I guerra punica assoggettano questo nucleo dalla denominazione etimologicamente controversa: il nome "Calcata", infatti, compare per la prima volta in un documento datato 780, e forse deriva dal verbo 'calcare', in riferimento ad una strada 'calcata', cioè: 'percorsa', o forse prende la sua ragion d'essere nel blocco calcareo su cui poggia...

Andiamo avanti: dopo la fine del 1200 Calcata - che, in considerazione delle numerosissime fattorie che la famiglia dei Sinibaldi possiede nella zona, viene chiamata Castrum Sinibaldorum - è teatro di conflitti che la distruggono quasi interamente. A ricostruirla, dando così origine al borgo medievale, è la famiglia degli Anguillara, che erige sia il castello che la cinta muraria.

Si apre a questo punto una lunga fase - lunga ben 400 anni - di contesa fra Sinibaldi e Anguillara: un duello a colpi di vendite, cessioni, ipoteche e riscatti per il possesso di questo incredibile paese abbarbicato, che costituisce davvero un universo a sé...

 

La natura che fu: le forre

'Ecosistemi ad altissima densità di vita animale e vegetale': questa la definizione che ci descrive un altro dei molti vanti di Calcata - le "forre".

Collocate nel fondovalle ed erose nei secoli dal corso dell'acqua, all'interno di gole che, per loro natura, sono conservative, le forre sono contesti naturalistici privi di traccia umana, assoluto regno di flora e fauna. Falchi pellegrini, gufi, tartarughe, pettirossi ed istrici sono gli abitanti di specie vegetali rigogliose, amanti delle zone umide: salici, pioppi, corbezzoli e lecci.

Passeggiamo in queste inedite zone, tra petali di bucaneve, campanule, rose e ciclamini: scopriremo delle realtà a sé, la cui evoluzione - grazie alla condizione climatica delle gole, fortemente conservativa - è stata indipendente rispetto a quella dei macro-ecosistemi che le circondano.

Non perdiamo, poi, l'opportunità di percorrere gli antichissimi sentieri che furono battuti all'epoca dei Romani, come la via Narcense. Grazie all'opera di volontari, infatti, sono state ripristinate le vetuste strade che collegavano Narce e Falerii Veteres (le attuali Calcata e Civita Castellana), lungo le quali oggi si organizzano interessanti escursioni. A cui sicuramente parteciperemo, entusiasti di tuffarci nel passato che le forre, trionfo di biodiversità, hanno serbato per noi!