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Il Parco del delta del Po Là dove il Po incontra l'Adriatico vi è un luogo in cui i confini tra acqua, terra e cielo sono labili, così indefiniti da essere in continuo mutamento; qui molto più che altrove l'orizzonte non ha fine e la natura è forte. Una terra legata ai flussi e riflussi del grande fiume, che offre alle sue genti una vita da sempre faticosa che chiede grande amore per essere compresa ed apprezzata. Ed è qui che vi proponiamo di spendere un weekend diverso, immersi nella natura selvaggia del Delta, alla ricerca delle atmosfere rarefatte, sapientemente descritte da film famosi come "Ossessione" di Visconti (1943), "Paisà" di Rossellini (1946) e "Gente del Po" di Antonioni (1947). È in "Gente del Po", in particolare, che un giovane Antonioni ci narra della vita e degli abitanti di Porto Tolle: una vita dura e ripetitiva, carica d'atmosfere suggestive. Un film con immagini che ancor oggi ci fanno sognare e ci descrivono un territorio del tutto unico anche se in parte mutato.
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Il Delta del Po è, infatti, un'area"giovane", di recente formazione e in continuo divenire, creato da una lenta sedimentazione dei detriti alluvionali e da uno straordinario intervento umano che con varie opere di bonifica nei secoli deviò il letto del Po, creando il più rande delta d'Italia. Il Delta del Po rappresenta quindi la più importante zona umida del nostro paese, un ambiente che ben può essere paragonato alla più famosa e pubblicizzata Camargue francese. Il territorio dei nove comuni che formano il Delta, con un estensione complessiva di 786 km quadrati, è costituito da acque dolci, lagune, valli e grandi canneti; un mondo che, proprio per queste peculiarità, consigliamo di visitare spostandosi in auto, in bicicletta, a cavallo o, meglio ancora, con un imbarcazione: soluzioni che vi consentiranno di raggiungere tutti gli angoli nascosti del Delta e di vivere tutti i suoi differenti ambienti. |
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 | | Molti sono gli itinerari che permettono di scoprire un territorio costruito principalmente dal fiume e dalla gente che con fatica e testarda dedizione ne mutò l'aspetto.
Gente come gli "Scariolanti", uomini umili e forti che incisero grandemente sul paesaggio, deviando il letto dei fiumi in anni di lavoro, uomini che resero salubri migliaia di chilometri quadrati di territorio, un tempo paludoso ed infestato dalla malaria. Un ambiente tuttora fortemente influenzato dalla presenza dell'uomo e dallo sfruttamento più o meno assennato che questi ne fa.
L'inquinamento delle acque del Po, rimane infatti un problema attuale in un ambiente delicato ed economicamente promettente che meriterebbe una tutela maggiore.
È in Veneto, ad Adria, che il Po si divide, dando inizio al suo ampio delta, i cui sei rami ( Po di Goro, Po di Levante, Po di Gnocca o della Donzella, Po di Maistra, Po di Pila e Po di Tolle) sviluppano un ambiente unico, in cui la popolazione vive d' agricoltura, turismo o pesca.
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La pesca in particolare caratterizza la vita della gente del Delta. Vivere di pesca qui non è facile, si pesca spesso di notte e nelle prime ore del giorno, spesso immersi nell'acqua, e ancora più spesso nella nebbia. Qui si lavora col "rastrello" pescando le vongole veraci, o "caparossoli" come li chiamano qui, che vengono venduti al mercato del pesce; mercato che merita una visita per assistere alla singolare contrattazione che in altre regioni si vuole chiassosa e sincopata e che qui invece si fa sotto voce, quasi ad emulare il grande fiume che silente e torbido scorre implacabile. In queste aste oltre al pesce proveniente dal Delta, si trova anche il pesce "di valle", quello proveniente appunto dalle Valli da pesca di cui la zona del delta è disseminata. Si tratta di specchi d'acqua salata, delimitati da argini e in comunicazione col mare aperto o con la laguna tramite un sistema di chiaviche, destinati all'allevamento ittico. La gestione di una valle, e le operazioni che si susseguono nei vari periodi dell'anno, sono rimaste le stesse nel corso dei secoli e vengono tramandate di generazione in generazione. Nelle Valli, tradizionalmente si alleva " pesce bianco", ovvero 5 specie di cefali (bosega, mecia, otregan, caustelo e verzelata), e poi orate, branzini e anguille. La pesca di valle è particolare, quasi un'alchimia legata alle fasi lunari e alle continue e ininterrotte manovre di afflusso e deflusso d'acqua salsa, che portano alla cattura di gran parte del pesce della valle. Alla produzione "di valle", alla pesca in genere e alla caccia, era ed è legata la cucina di valle. Si tratta di una cucina essenziale, "povera" se vogliamo, ma ricca di sapori particolari ed unici, come il riso e fagioli alla vallesanao il pesce, vero principe della tavola del Delta che ha il suo massimo rappresentante nel "bisato", ovvero l'anguilla. Infarinato e fritto, cotto nella sua pelle sulle braci di legna (rigorosamente di vigna), in graticola, in umido, in "brodetto all'aceto" (nella versione tipica delle Valli di Comacchio), va sempre accompagnato dalla polenta, la regina della tavola polesana. Un'altra vera golosità di valle è poi il risotto con i bìbari (specie di vongola verace di laguna), mentre il vero piatto tipico sono le molèche: questo granchio, (ottimo anche quando è pieno di uova e viene allora chiamato masanéta) quando in primavera cambia la corazza e diventa tenero: infarinato e fritto è una vera prelibatezza.
Molte sono poi le specialità a base di selvaggina. Le anatre selvatiche, come i conigli, vengono arrostite in pentola o sulla graticola. Un cenno particolare merita la folaga, normalmente considerata uccello sgradevole per l'aspro sapore di pesce e di salmastro della sua carne scura, coriacea. La folaga, se opportunamente spellata e trattata, è eccellente in umido, quando ben si sposa al vino bianco Lison di Pramaggiore. Per godere di queste specialità e soprattutto per visitare le molte località interessanti del Delta, vi consigliamo la sua parte settentrionale, dove si trovano Albarella e Rosolina Mare. L'arenile di Rosolina, in particolare, è sfruttato turisticamente e oggi è una stazione balneare molto attrezzata che merita d'essere visitata anche per le sue bellezze naturalistiche tra cui segnaliamo il Giardino Botanico di Porto Caleri. Nella parte veneta del Delta sorgono poi alcune belle ville che testimoniano la presenza della Repubblica di Venezia nel Delta dopo il "taglio" di Porto Viro del 1604. Ancora oggi molti paesi e fondi agricoli portano i nomi di quelle ricche famiglie veneziane alle quali il Doge aveva assegnato le terre da bonificare e sfruttare (Ca' Vendramin, Ca' Venier, ecc.). Fra le ville venete del Delta segnaliamo Villa Carrer, a Contarina, trasformata oggi in albergo, Ca' Tiepolo, sull'isola di Albarella, Ca' Zen a Taglio di Po, Villa Papadopoli a Smergoncino, Ca' Borini, sulla destra del Po fra Mazzorno e Taglio di Po, Ca' Nani, sulla sponda destra del Po.
Ogni paese ha qui qualche particolarità da vedere e l'ambiente di golena regala bellissime passeggiate tra i pioppi, in un paesaggio che man mano che ci si allontana dalla pianura si fa sempre più agricolo; un carattere sottolineato dalla presenza di varie "boarìe"(aziende agricole), caratterizzate da un ampio fienile e dalle mura dipinte. Scardovari, piccolo paese che si affaccia sull'omonima Sacca degli Scardovari, un ambiente che mescola risaie, campi coltivati e rade costruzioni, ci dona un atmosfera ovattatacon le barche ormeggiate o intente alla pesca, attività primaria della zona che, nella raccolta delle vongole, ha trovato ricchezza. Da vedere è infatti il mercato del pesce e la lavorazione della canna palustre. In zona, vale la pena fermarsi anche nel paese di Bonelli: le piccole case colorate col camino a "dado", tutte perpendicolari all'argine, meritano una fotografia. Spingendosi infondo al Delta, sino in provincia di Ferrara, e precisamente nel Gran Bosco della Mesola, non può mancare un escursione nel bosco situato tra il Po di Goro ed il Po di Volano, un'area che in più di 1058 ettari ci da l'idea di come fosse il delta prima dello sfruttamento e delle bonifiche. La flora e la fauna del Gran Bosco sono costituite da tutte quelle specie animali e vegetali che un tempo regnavano in tutto il terreno del delta. Il Bosco della Mesola è infatti il posto ideale per gli amanti del bird watching: nell'area del parco trovano rifugio migliaia di anatidi (germani, marzaiole, alzavole) numerose garzette, aironi cenerini e rossi, nitticore, e non mancano avocette e cavalieri d'Italia. L'ingresso al Bosco è regolamentato e di norma aperto al pubblico nei giorni festivi e il sabato. Un delta quindi per chi vuole conoscere l'ambiente e uno stile di vita differente da quello delle città.
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