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Gubbio

 

Le sette Tavole Eugubine, il cui bronzo è stato portato alla luce nel XV secolo, ci raccontano in lingua umbra come si svolgevano le cerimonie di purificazione praticate nella antica Iguvium, al secolo Gubbio, patria del culto francescano, terra di tartufi e di folklore vivo e crepitante. Le antiche "tabulae" si trovano ora custodite nel Palazzo dei Consoli, splendido esemplare architettonico e simbolo del potere della cittadina. Con i suoi sessanta metri di imponenza e stile gotico il palazzo racchiude il Museo Civico e tutti i pezzi di arte e storia in esso contenuti: reperti archeologici, monete, dipinti...       

Antica città-stato dall'anima medievale − un'anima evidente nella ricca serie di viuzze, ponti, piazze (tra tutte è d'obbligo una citazione per piazza della Signoria) e quartieri molto caratteristici − Gubbio si è conservata meravigliosamente nel corso dei secoli, mantenendo tracce delle diverse fasi storiche che caratterizzano la sua biografia, dal periodo romano allo splendore dell'VIII secolo... Ecco, allora − esternamente rispetto alla cinta muraria − il Teatro Romano, ma anche il Palazzo Ducale, chiarissimo esemplare di arte umanistica. Fatto costruire e riccamente decorare in perfetto stile rinascimentale dopo il 1470, in occasione del passaggio di Federico da Montefeltro, vuole alludere, con la sua raffinata beauté, ai palazzi urbinati, e vanta un cortile interno di rara eleganza; il piccolo studio ducale che si trovava al suo interno, invece, è attualmente custodito nel Metropolitan Museum di New York.


 

 

La antica Iguvium è stata, nel XIII secolo, patria spirituale di san Francesco: dopo aver lasciato la sua famiglia d'origine ed essersi spogliato dei suoi beni, infatti, egli si era rifugiato qui, trovando ospitalità presso la famiglia degli Spadalonga. Sulla base del cammino percorso da Francesco nel 1206 − ricostruito tramite studi e ricerche, è stato tracciato il "Sentiero Francescano della Pace", uno dei più begli iter naturalistici di questi luoghi. Restando in ambito naturalistico, citiamo anche il Parco del Monte Cucco, collocato ad oltre 1.500 metri di altitudine: tra faggi, rocce, pascoli e spettacolari grotte carsiche troveremo l'ambiente ideale per praticare trekking, sci di fondo, speleologia.

 

Torniamo, ora, al cuore cristiano di Gubbio, in cui san Francesco è ricordato non soltanto nel Sentiero, ma anche nel complesso conventuale della chiesa omonima, costruita grazie ai fondi donati dagli Spadalonga. La facciata dell'edificio, ornata da un portale romanico, è rimasta incompiuta, mentre gli interni in grande stile, originariamente sormontati da un soffitto a capriate, si articolano in tre navate; degno di nota, infine, il campanile ottagonale quattrocentesco.


 

Tra gli edifici eugubini di carattere religioso citiamo, poi, la chiesa di sant'Andrea a due navate, una con volta a botte, una con volta a crociera, e poi la chiesa di santa Maria Nuova, contenente una delle opere più rappresentative del gotico umbro: "Santa Maria in Belvedere". La chiesa di san Pietro, invece − eretta su una basilica romana preesistente − può vantare il possesso di un organo di matrice fiamminga e tre opere di Raffaellino del Colle: si tratta di due affreschi ed una Adorazione, contenuta nella cappella di destra. Infine, citiamo la chiesa e convento di sant'Agostino, con facciata in laterizi restaurata nel 1790.  Gli interni, a navata unica con otto archi trasversali, contengono numerosi affreschi firmati da Ottaviano Nelli e dalla sua bottega, ed un abside decorato con 26 riquadri in cui si trova raffigurata la storia del santo.

 

La antica Iguvium, oltre ai numerosi edifici sacri, ha molte altre frecce nel suo arco: le sue sale cinematografiche, gli impianti sportivi, i locali per il by night e la funivia. Collegata al monte Igino e alle sue pinete, questa ci conduce fino alla Basilica di sant'Ubaldo e ci regala una vista stupenda sull'Appennino Umbro-marchigiano... Una segnalazione particolare, poi, va all'artigianato locale: Gubbio è rinomatissima, infatti, per i suoi stupendi manufatti in ceramica, legno e ferro battuto. Le "arti delle mani", dopo aver vissuto una fase di splendore nel Quattrocento e nel Cinquecento, e − grazie all'impulso delle correnti storicistiche −  una nuova primavera nell'Ottocento, risultano essere attualmente molto fiorenti. Particolarmente apprezzate anche le creazioni in pelle e gesso, i mobili antichi restaurati e i liuti.

Chiudiamo questa panoramica sulla bella Gubbio dedicando uno spazio ai suoi sapori rustici: la sua cucina,  che utilizza i prodotti naturali della terra, ci proporrà carni sia di cacciagione che di pascolo montano, un ottimo olio d'oliva, i corposi vini locali, le acque minerali dell'Appennino − ricche di proprietà terapeutiche − e, soprattutto, il rinomatissimo tartufo bianco e nero...


 

Antiche tradizioni eugubine...  

Folklore, colore, atmosfera: questi gli ingredienti degli appuntamenti che tornano, ogni anno, a vitalizzare il calendario di Gubbio. Le feste di Natale vedono la cittadina umbra brillare − nel senso letterale del termine... − grazie agli addobbi allestiti sul monte Igino. Un'illuminazione elettrica straordinaria costituita da 800 sorgenti luminose cromaticamente variegate, collegate fra loro da ben 8.500 metri di cavi elettrici, riproduce perfettamente la forma di un albero natalizio famoso come il più grande del mondo − fama assolutamente meritata, visto che nel 1991 è stato decretato tale sul libro dei Guinnes... Dalla sera del 7 dicembre fino al 10 gennaio successivo questo spettacolo incanterà le sempre numerosissime folle di adulti e bambini.

La stagione primaverile, invece, si anima a Gubbio con la festa patronale di sant'Ubaldo, durante la quale, oltre alla grandissima fiera cui partecipano ben 250 espositori, si svolge anche la famosa "Corsa dei Ceri". I "ceri" − in realtà si tratta di costruzioni di legno alte cinque metri e del peso di ben tre quintali − vengono legati su barelle e portati a spalla da squadre di dieci uomini. Partenza da piazza Grande, previa la cosiddetta "alzata dei Ceri", e poi parata nella città: questo il prologo del momento culminante, consistente nella corsa. A partecipare, il Cero dedicato a sant'Ubaldo, protettore dei muratori, seguito dal Cero di san Giorgio, che è invece il protettore dei commercianti, e a seguire, ancora, quello di sant'Antonio, patrono degli studenti e dei contadini. Punto di arrivo chiesa di sant'Ubaldo, dove verrà decretato il gruppo vincitore: si tratterà di quello che avrà maggiormente distanziato il gruppo che lo segue o che si sarà maggiormente avvicinato a quello che lo precede.

Tra gli eventi citiamo, infine, il Palio della Balestra, animato dalla presenza di quaranta balestrieri, sia di Gubbio che di Sansepolcro. Abbigliati con costume d'epoca e radunati nella piazza i balestrieri mireranno, con le loro armi da postazione, verso il cosiddetto "tasso" (ovvero: bersaglio), posto a 36 metri di distanza. A rendere ulteriormente pittoresco questo appuntamento le spettacolari performance degli Sbandieratori.