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L'Aquila Siamo in Abruzzo dove ai piedi del Gran Sasso, sul declivio di un colle a 714 metri d'altitudine, troviamo L'Aquila. Voluta da Federico II di Svevia e fondata nel 1254 come città fortificata, l'Aquila sorge sui resti della romana Amiternum; la città era il maggiore degli 86 castelli (99 secondo la tradizione) eretti nella conca aquilana come rifugio e difesa per gli abitanti della regione, che a tal scopo si riunirono in un unico centro. Da questa fusione nacque una città dalla forte autonomia organizzativa e grande importanza politica. Distrutta da Re Manfredi nel 1259, risorse nel 1266 come libero Comune; già in quest'epoca la città contava 99 piazze, 99 fontane e 99 chiese, ecco perché ancora oggi L'Aquila è detta la città dei 99. Alle soglie del Trecento la città abruzzese, grazie alla propria autonomia, ebbe un grande sviluppo economico-territoriale, con fiorenti industrie di seta, lana, merletti e coltivazione dello zafferano, che la resero uno dei centri più importanti del Regno Angioino. Fu però nella seconda metà del Quattrocento che l'Aquila raggiunse l'apogeo della sua potenza. In seguito la città iniziò il suo declino divenendo teatro di continue ribellioni interne. A testimonianza di questo ricco passato il centro storico de l'Aquila conserva molte testimonianze architettoniche di un'epoca prospera, che vide la città in grado di rivaleggiare con centri come Firenze o Napoli. Oggi, dopo lunghi restauri, i monumenti del centro hanno ritrovato il perduto splendore, riportando l'antica pietra bianca, sapientemente intarsiata al modo dei merletti tipici di questa zona, alla luminosità originaria.  | | Ne sono esempio le celebri facciate di S. Maria di Collemaggio e di S. Giusta: la prima, risalente al XIII sec, conserva una splendida facciata decorata da pietre rosa e bianche. Voluta da Papa Celestino V, è la chiesa dove ogni anno si svolge la Perdonanza. La seconda, la Chiesa di S. Giusta (XIII sec), conserva un meraviglioso rosone e importanti opere tra cui le tele del Cavalier d'Arpino. Queste chiese, assieme alla Fontana delle 99 cannelle (che con il numero dei suoi zampilli ricorda gli altrettanti rioni della città, fondati dai castelli vicini), sono i monumenti più importanti della città. Dal punto di vista urbanistico l'Aquila ha una tipica pianta a scacchiera, con forti dislivelli e poche vie in piano; particolarità che le conferisce un aspetto pittoresco, con scorci particolari e bellissime vedute panoramiche verso i monti che le fanno da sfondo. Girovagando per le vie del centro cittadino, strade che seguono ancor oggi l'antico tracciato del cardo e del decumano, molte sono le mete turistiche, tra cui spiccano Il Teatro Comunale ed il Castello. | |
La prima è una costruzione neoclassica di fine '800, che i recenti lavori di restauro hanno dotato di un nuovo Ridotto (piccolo teatro annesso al principale, destinato anche a riunioni di piccoli gruppi) composto da diverse sale. Il Castello fu invece edificato nel 1530 sui resti di una piccola fortezza.
Ultimato nel 1635, il castello si mostra oggi perfettamente conservato, con torri angolari e fossato; ben strutturato per gli attacchi e la difesa, offre un parco da cui si può ammirare il Gran Sasso d'Italia. Il Castello è oggi sede del Museo Nazionale D'Abruzzo: suddiviso in varie sezioni ospita reperti archelogici e preistorici. Proseguendo nella passeggiata incontriamo Piazza del Duomo: situata al centro della città e ornata di due fontane, è quotidianamente animata da un mercato. Vi è poi Corso Vittorio Emanuale, la principale arteria cittadina che accoglie i visitatori conducendoli alla torre trecentesca del Palazzo della città. Costruito come dimora di Margherita d'Austria, dalla sua torre ancor oggi ogni sera, due ore dopo il tramonto, una campana suona 99 rintocchi a ricordare la leggenda della fondazione della città. Troviamo poi la Basilica di San Bernardino con facciata cinquecentesca di Cola dell'Amatrice e sculture di Silvestro dell'Aquila. Tra le opere d'arte presenti al suo interno, la basilica ospita un grande organo dorato e un coro settecentesco.
La città, ancora cinta dalle mura del 1316, oltre a conservare notevoli monumenti, è anche sede universitaria con le facoltà di magistero, scienze matematiche, fisiche e naturali, ingegneria, medicina e chirurgia. Culturalmente attiva, ospita l'Accademia di Belle Arti, un teatro stabile, una scuola di cultura drammatica e un conservatorio musicale. Tra le manifestazioni che animano la vita cittadina durante tutto l'anno, ricordiamo la sopra citata Perdonanza Celestiniana; una rievocazione che alla fine di agosto dà la possibilità di assistere e partecipare alla indulgenza plenaria, passata alla storia con il nome di "Perdonanza". Istituita nel 1294 da Papa Celestino V in occasione della sua incoronazione viene rievocata ogni anno nell'ultimo weekend d'agosto con un corteo storico che attraversa la città portando la Bolla del Perdono, documento originario conservato nella Torre civica della Residenza Municipale, fino alla Basilica di Collemaggio, dove viene aperta la Porta Santa. La Bolla di Celestino V concede a chiunque entri nella Basilica di S. Maria di Collemaggio l'assoluzione da ogni peccato: in questo L'Aquila è l'unica città al mondo, assieme a Roma, ad avere il privilegio di aprire la Porta Santa ogni anno. Nei giorni precedenti la Perdonanza la città si anima di spettacoli teatrali, concerti, mostre d'arte e di artigianato oltre a rievocazioni storiche. Nel periodo natalizio la città si riempie di numerose rappresentazioni e mercati che durante l'Epifania culminano con il tradizionale mercato della befana per le vie del centro storico.
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La cucina. Dopo tanto girare la cucina aquilana regalerà molte sorprese ai golosi che saranno facilmente conquistati dalla genuinità e il buongusto delle ricette contadine e pastorali. Sulla tavola aquilana non mancano una grande varietà di formaggi, come caciotte, pecorino, oltre al famoso Marcetto di Castel del Monte. Ci sono poi le saporite carni d'agnello e di castrato, i salumi, come il prosciutto, la lonza, la mortadella di Campotosto, la coppa e le salsicce di carne o fegato, solitamente accompagnati dai gustosi legumi, come le lenticchie di Santo Stefano e i fagioli di Paganica. Per gli amanti dei primi piatti non rimane che l'imbarazzo della scelta: zuppa di ceci e castagne, minestra di lenticchie e patate sapranno stupirvi. Per chi ama la pasta fatta in casa, sono da provare le gustose taccozzelle, le maltagliate, le volarelle e i maccheroni alla chitarra, oltre alle classiche fettuccine e pappardelle. Per chi cerca qualcosa di tipico, il profumato tartufo nero locale e il prezioso zafferano prodotto nella Piana di Navelli, sono sapori da provare e portare a casa. Tra i dolci, prelibatezza locale è il torrone morbido,accompagnato dai mostaccioli, dolcetti diffusi in molte regioni italiane con una glassa di cioccolato che ricopre un impasto di farina, tuorli d'uovo, mandorle, miele e olio extravergine di oliva. Non rimane che provarli. |
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