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La strada del Rosso Conero È una terra davvero fortunata quella situata al centro dell'Italia: bagnata dal mare e incorniciata da dolci montagne, grazie a un clima particolarmente mite e alla sua straordinaria posizione, regala splendidi paesaggi in ciascuno dei versanti della Penisola.
Quello a ovest, che coincide geograficamente con la Toscana e l'Alto Lazio è probabilmente il più noto dal punto di vista turistico; quello situato lungo l'Adriatico, corrispondente alla regione delle Marche e, più in particolare al Conero, è una terra per alcuni versi ancora poco conosciuta ma sempre ricca di sorprese.
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La più piacevole delle quali, per gli intenditori amanti del buon vino, è costituita dal Rosso Conero, il vino locale dal sapore asciutto e marcato e dal colore rosso rubino tendente al granata, il cui retrogusto, che lascia aspetti di liquirizia, ciliegia e marasca, è frutto di uve della qualità Montepulciano (all'85%) e Sangiovese (per il rimanente 15%). Si narra che le sue qualità fossero note fin dai tempi di Annibale, il quale riuscì a curare alcuni cavalli malati appartenenti alle sue armate proprio somministrando loro del rosso vino del Conero. Era però certamente un vino diverso da quello che conosciamo oggi: la vite del Montepulciano apparve solo all'inizio dell'800, portata da un vetturino di ritorno dalla cittadina toscana di Montepulciano con un carico di barbatelle del vino chiamato a Montepulciano Prugnolo Gentile. Acclimatatosi anche nel terreno marchigano, il vitigno è stato quindi utilizzato per la produzione del Rosso Conero. La presenza di questo vino nella zona è così pregnante che esiste un vero e proprio percorso turistico.
Prima tappa del percorso è Ancona, capoluogo di provincia delle Marche, porto dorico fin dal IV secolo a.C. Il suo centro si compone di una parte antica e di una moderna: i monumenti più importanti del nucleo antico sono quelli racchiusi nei pochi metri della banchina prospiciente il porto e la stazione marittima. | |
Tra questi, l'ex chiesa di Sant'Agostino, con il meraviglioso portale gotico-veneziano, i quattrocenteschi palazzo Benincasa e la Loggia dei Mercanti, la chiesa romanica di Santa Maria della Piazza, al cui interno è possibile ammirare, attraverso una lastra di cristallo, i mosaici appartenenti alle precedenti edificazioni della struttura. Alle spalle dei monumenti si trova la Piazza del Plebiscito, con il Palazzo del Governo risalente al Quattrocento e la Chiesa di San Domenico, al cui interno vi sono due preziosi dipinti siglati rispettivamente dal Tiziano - la Crocifissione - e dal Guercino - l'Annunciazione. Dall'alto, altra zona caratteristica della città è il Lazzaretto, a forma esagonale: l'edificio, progettato da Vanvitelli, era collocato nell'isolotto all'angolo più interno del porto e serviva a ricoverare le persone malate. Del periodo in cui anche Ancona appartenne all'Impero Romano, rimangono l'Arco di Traiano costruito da Apollodoro di Damasco nel 115 d.C., l'area archeologica dell'Anfiteatro romano e i numerosi reperti conservati nel Museo Archeologico Nazionale delle Marche, all'interno del cinquecentesco Palazzo Ferretti, collocato sull'altura del Monte Guasco. Per una sosta rigenerante al mare, la spiaggia più comoda per la città è il Passetto, con i suoi locali estivi, le tipiche grotte e la bianca roccia sullo sfondo.
Scendendo verso sud, dalla strada che da Ancona passa per Varano e conduce a Portonuovo, si abbandonano le atmosfere tipicamente cittadine e ci si addentra nel panorama collinare, i cui dolci declivi a ridosso del mare vedono primeggiare le coltivazioni della vite e dell'ulivo. Proprio lungo questa strada si trovano le prime cantine consigliate in questo itinerario, con le loro varietà sul tema Rosso Conero: si tratta della cantina gestita da Alessandro Moroder, in località Montacuto, il cui prodotto più celebre è il Rosso Dorico, mentre, poco distante, nella borgata di Varano, la Cantina di Luca e Beatrice Lanari. Loro è il Rosso Conero Fibbio, prodotto in una azienda giovane che ha però già dimostrato grosse potenzialità. Non mancate di assaggiare questi due vini accompagnati dalle specialità tipiche della zona, giusto per "romperne" il grado alcolico: tra queste, ad esempio, vi è il ciascuscolo, un salume preparato con tagli di pancetta, costata e spalla di maiale, insaporito per alcuni giorni al fumo di bacche di ginepro, l'ideale se servito spalmato su fette di pane casereccio. L'ingresso ufficiale nella Riviera del Conero viene segnato dalla sagoma sottile della scogliera del Trave: il primo borgo che si trova sulla strada, un antico villaggio di pescatori in cui l'intervento umano non ha modificato la struttura del posto, è il paese di Portonovo. In questo angolo di rara bellezza, si trovano la deliziosa chiesa di Santa Maria, un capolavoro romanico costruito dai monaci benedettini intorno all'anno Mille. Testimonianze di un passato non proprio "pacifico" sono la Torre di Guardia, eretta nel 700 a difesa dei pirati, e il Fortino Napoleonico, antico baluardo militare ora sede di un bell'albergo. Nelle vicinanze del paese , invece, c'è la Badia di San Pietro. Risalendo il crinale del monte, lungo la statale che offre incomparabili scorci sulle morbide colline e su un azzurrissimo mare, potrete fermarvi al ristorante Emilia ad assaggiare il piatto tipico di Portonovo, il "mosciolo", un mitilo più piccolo della cozza, saporitissimo; da qui godrete di una vista panoramica mozzafiato. Proseguendo il viaggio, immersi in una macchia mediterranea di rara bellezza intervallata da solitarie calette e scogliere a picco sul mare, si arriva al paese di Sirolo. Da anni questo piccolo centro medievale, all'interno del Parco del Conero, può vantare la prestigiosa Bandiera Blu, merito forse della famosa spiaggia delle Due Sorelle, la caletta antistante i due faraglioni calcarei a picco sul mare. Qui le acque trasparenti e profonde, le spiagge solitarie, lo sfondo delle suggestive colline coltivate a vite, grano e ulivo, rendono Sirolo la meta ideale per chi cerca una natura ancora incontaminata. Anche qui c'è il posto giusto per un buon bicchiere di vino: è quello che di beve presso l'azienda agricola del Conte Leopardi, discendente del celebre poeta, sulla strada che conduce a Numana. Questo centro, poco più a sud di Sirolo e ben collegato con la vicina Marcelli, era noto fin dai tempi dei piceni come porto che fungeva da smistamento per le mercanzie dirette verso l'interno e il medio Adriatico. Oggi è un porticciolo turistico modernamente attrezzato, il cui centro si distingue in parte alta, situata lungo il pendio della collina, e parte bassa, nei pressi del porto e dell'arenile. Simboli della cittadina sono la Torre, un arco dalle origini sconosciute, e la Costarella, un vicolo caratteristico che d'estate diventa lo scenario preferito degli artisti in cerca di notorietà. Anche Numana, come Sirolo, può vantare un mare pulito, fregiato dalla prestigiosa Bandiera Blu: a nord del porto la conformazione tipica è quella della falesia, con spiagge nascoste tra le insenature; a sud, invece, degrada dolcemente con un'ampia spiaggia di bianca ghiaia fine verso Marcelli, la moderna località fondata negli anni '60 dai Marcelli, pionieri del turismo locale. Il punto più a sud dell'itinerario lungo il Conero lo si raggiunge a Recanati, il cui nome è sufficiente a evocare scenari bucolici e la quiete delle colline: siamo nella patria di Leopardi. Qui ogni angolo parla di lui: dalla piazza "Sabato del villaggio" su cui si affacciano da un lato Palazzo Leopardi e dall'altro i balconi della casa di Silvia, al Monte Tabor, il celebre colle dell'Infinito. La vita calma e tranquilla del paese arroccato sulla collina contrasta con il fermento che si può trovare al porto, dove sorgono le attrezzature turistiche: un bellissimo litorale, in gran parte pedonabile, caratterizza il centro del paese, dominato dal castello fatto costruire da Federico II. Anche qui non può mancare una sosta gastronomica: invece del vino proponiamo però l'assaggio del buonissimo olio marchigiano presso il frantoio di Emilio e Gabriella Gabrielloni.
L'itinerario risale verso nord: tappa successiva è Loreto, nota ai fedeli di tutto il mondo per il grande Santuario Mariano. Per arrivarci ci si muove dalla costa all'entroterra, sulla via dell'arte e della fede verso la rigogliosa vegetazione del Monte Conero. Il motivo della fama di Loreto è dato dalla tradizione, che vuole che proprio qui ci sia la casa di Maria, traslata dagli angeli nel 1294, la stessa in cui ricevette l'annunciazione dell'angelo e in cui Gesù visse i primi trent'anni della sua vita. Il borgo intero sorse intorno alla casupola: nel 1469 fu costruita addirittura una basilica fortezza per difendere i muri della Santa Casa, e il centro della piazza divenne proprio Piazza della Madonna. Per questo motivo il paese è così caro alle persone di fede, che ne hanno fatto una meta molto conosciuta: la Santa Casa effettivamente c'è, anche se probabilmente fu portata dai Crociati e non dagli angeli, e intorno ad essa si sono raccolti i contributi di famosissimi artisti, come il Vanvitelli, Sansovino, Bramante, il Pomarancio.. In questa zona, dove le colline sono maggiormente presenti, ci sono anche più possibilità di assaggiare il Rosso Conero: la cantina della famiglia Garofoli, ad esempio, uno dei nomi più prestigiosi, giunta alla quarta generazione di viticoltori. O come, sulla strada che conduce ad Osimo, la celebre Umana Ronchi, con una produzione che spazia su tutta l'enologia regionale.
Ultima tappa dell'itinerario alla scoperta della strada del Rosso Conero è l'interessante borgo di Offagna, un piccolo e caratteristico paese medievale sulle colline dominato dalla rocca, tipico presidio militare dell'età di mezzo. L'atmosfera antica diviene una realtà ancora più viva quando, tra il penultimo e l'ultimo sabato di luglio, il paese dà vita alle feste medievali, una ricorrenza in cui lo spettatore si trova coinvolto in scenari da favola, con giullari, saltimbanchi e mangiafuoco che percorrono le strette vie cittadine. Uno spettacolo nello spettacolo delle Marche.
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Le spiagge di Sirolo
SPIAGGIA DELLE "DUE SORELLE"
Descrizione: prende il nome dai due scogli gemelli che emergono dal mare nel tratto prospiciente la spiaggia bianca. Si tratta di una tratto di costa raggiungibile solo via mare, cosa che lo rende ancora selvaggio e incontaminato: nessun tipo di servizio è presente. Tipo spiaggia: ghiaia, sassi e scoglio. Come ci si arriva: solo via mare; corse giornaliere dei traghetti dal porto di Numana. Per i più audaci, un difficoltoso e impegnativo sentiero dal monte conduce alla spiaggia.
SPIAGGIA DEI "SASSI NERI"
Descrizione: spiaggia lunga e vasta, libera e selvaggia, meta di numerosi naturalisti. Tipo spiaggia: sassi e renella scura. Come ci si arriva: dal 15 giugno al 15 settembre, a piedi dal Parco della Repubblica di Sirolo oppure col bus dal Municipio di Sirolo. Fuori stagione è raggiungibile in auto.
SPIAGGIA DI "SAN MICHELE"
Descrizione: addossata ai greti delle rupi che si avviano a diventare monte, è separata dalla spiaggia dei Sassi Neri da un tratto di costa a falesia. Spettacolari cadute rocciose del monte e un mare dal blu intenso incorniciano questa spiaggia, a tratti libera, a tratti attrezzata con stabilimenti. Tipo spiaggia: ghiaia e sassi. Come ci si arriva: a piedi o con bus navetta: corse ogni 30 minuti.
SPIAGGIA "URBANI"
Descrizione: un'incantevole spiaggia a forma di mezzaluna, incastonata fra una grotta e un'alta rupe protetta da una barriera semicircolare di scogli. L'odore pungente dei pini, l'arenile vasto e attrezzato con stabilimenti balneari, le acque pulite, fanno di questa baia un angolo unico, premiato più volte con la prestigiosa Bandiera Blu. Tipo spiaggia: ghiaia e sassi. Come ci si arriva: a piedi, in auto o con bus navetta; una strada di 1 km scende in spiaggia dal centro di Sirolo. |
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