| Ricerca 
 

Versione stampabile
 


 
"Amica" televisione

 

"Pediatrics", "The Scotsman", "Biologist magazine", e poi Erik Landhuis, Fergus Sheppard e Aric Sigman: si tratta, rispettivamente, dei nomi di tre testate e di tre accreditati studiosi che si sono occupati di televisione e dei suoi effetti sulla nostra mente e sul nostro organismo. I risultati dei loro studi ed indagini non possono lasciare indifferenti, soprattutto per quanto riguarda il pubblico dei bambini.

Cerchiamo ora di capire quali sono le conseguenze del tempo che passiamo in compagnia della nostra cara tv. Sembra, innanzitutto, che l'esposizione alle radiazioni prodotte dalla televisione riduca la melatonina, ormone responsabile della regolazione dell'orologio biologico dell'organismo e di una serie di fondamentali funzioni - come il raggiungimento della maturità sessuale dell'individuo o il buono stato del sistema immunitario - tra cui la regolazione dei cicli di veglia e sonno, importantissimi per un equilibrato sviluppo psicologico e cerebrale.


 

 

Questa scatola apparentemente innocua, che crediamo di comandare a colpi di telecomando, si rivela invece uno strumento potenzialmente molto dannoso, da fruire con parsimonia, e soltanto dopo il sesto anno di età.

Trascorrere ore davanti allo schermo provoca inoltre indubbi danni alla vista e al meccanismo neuronale, che soggiace alla capacità di attenzione e di controllo degli impulsi nervosi. Ne conseguono inevitabili disturbi - sia qualitativi che quantitativi - della capacità di concentrazione sugli oggetti ed, inoltre, il danneggiamento delle cellule cerebrali. Ad aggravare questo problema, si aggiunge anche la eccessiva rapidità delle immagini che si susseguono sullo schermo: anche un innocente - ma sarà davvero il caso di definirlo così? - cartone animato espone ad una sovrastimolazione, innaturale e per nulla benefica, che distorce le inconsce aspettative di fronte alla vita e alla realtà quotidiane, le quali, di conseguenza, vengono percepite come banali, lente, prive di appeal. Anche per questo, quindi, rispetto ad attività ordinarie come lo studio, i bambini e ragazzi si sentiranno frustrati ed annoiati, e le rifiuteranno aprioristicamente.


 

A questo punto si tratta semplicemente di sommare gli addendi finora esposti: il risultato che verrà fuori sarà costituito, relativamente a bambini e ragazzi, da inevitabili insuccessi scolastici, irritabilità, intolleranza per attività che richiedono applicazione ed ascolto continuato - una serie di disturbi che, come è ormai acclarato, non sono praticamente quasi mai connessi al quoziente intellettivo dell'individuo o alle condizioni socio-economiche della famiglia cui appartiene, ma dipendono dalle sue abitudini e dal suo livello di "teledipendenza"...

Fortunatamente, in molti casi è possibile porre rimedio agli effetti negativi derivanti da un uso sconsiderato del mezzo televisivo: mettendo in discussione le abitudini quotidiane e, se necessario, modificandole, si possono ottenere risultati consistenti. I medici, infatti, riscontrano sensibili miglioramenti nei soggetti che, entro i 16 anni di età, provvedono a ridurre il tempo trascorso davanti alla tv, che potrebbe essere dedicato alla socializzazione e alla creatività.

Bastano pochi accorgimenti da ricordare per evitare gli effetti dannosi sui nostri piccoli che possono derivare dalla sovraesposizione alla tv:

 

  • Intervallare il tempo trascorso davanti alla tv con momenti di gioco, dialogo e lettura.
  • Non tralasciare mai la pratica di un'attività sportiva, che contribuisce a diminuire il tempo passato in compagnia della tv.
  • Non si dovrebbe consentire l'uso della televisione come sottofondo per studiare e nemmeno per addormentarsi.
  • Ricordare sempre che alle ore totali trascorse davanti alla tv troppo spesso si aggiungono anche quelle passate con i videogiochi.
  • Bisognerebbe essere sempre attenti a scegliere trasmissioni di qualità per proteggere i bambini da eventuali contenuti dannosi per il loro sviluppo.
  • Non concepire mai la tv come un mezzo per far star buoni i bambini e potersi dedicare ad altro nel frattempo.
  • Cercare di condividere, per quanto possibile, la fruizione di programmi, perché spesso i bambini possono avere bisogno di spiegazioni o rassicurazioni e di eventuali valutazioni che ne favoriscano lo sviluppo di capacità critiche.